Sembra che il nodo esodati possa davvero definirsi sciolto.
Il nuovo emendamento alla Legge di stabilità firmato dai relatori Renato Brunetta (Pdl) e Pierpaolo Baretta (Pd) avrebbe individuato in un taglio alle pensioni più “corpose” le risorse necessarie per garantire la copertura integrale del provvedimento. “Ora la Ragioneria può dare il suo via libera”, ha dichiarato ai cronisti ieri sera l’ex ministro Brunetta, dopo che la Ragioneria generale dello Stato, in mattinata, aveva “bocciato” l’emendamento depositato sabato scorso per mancanza di copertura.
Salvo sorprese, per i lavoratori che dopo la riforma previdenziale dello scorso anno rischiano di trovarsi nei prossimi mesi senza lavoro o pensione si dovrebbero sbloccare 554 milioni in otto anni.

La copertura. Rispetto ai 100 milioni previsti dal Ddl stabilità il nuovo emendamento prevede 554 milioni in otto anni così distribuiti: 64 milioni nel prossimo anno, 134 nel 2014, 135 nel 2015, 107 milioni per il 2016, 46 nel 2017, 30 nel 2018, 28 nel 2019 e 10 milioni nel 2020.
Gli interventi a favore di ulteriori esodati sarà coperto mediante il ricorso a tutte le risorse già vincolate dal bilancio a tal fine ma risultanti, dopo un attento monitoraggio, inutilizzate. Per rendere meno aleatoria la copertura il testo “congela” per il 2014 l’adeguamento automatico all’inflazione di tutti gli assegni di pensione d’importo superiore a sei volte il trattamento minimo Inps (3mila euro mensili circa, quindi), a meno che, entro il 30 settembre 2013, l’esecutivo certificherà l’esistenza di “risorse continuative a decorrere dall’anno 2014”. Fondamentale, per accelerare l’esame del nuovo testo in commissione Bilancio, però, è stata la rivisitazione dell’estensione della platea: da essa fuoriescono i lavoratori licenziati entro il 31 dicembre 2011, “anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale” o “di cessazione dell’attività dell’impresa”, per i quali la Ragioneria generale dello Stato non vede sufficiente copertura finanziaria, mentre fanno il loro ingresso i lavoratori collocati in mobilità ordinaria entro il 4 dicembre 2011.

Il fondo per la riduzione delle tasse. La commissione Bilancio della Camera ieri pomeriggio ha anche approvato l’emendamento alla Legge di stabilità, sempre a firma Brunetta-Baretta, che anticipa al 2013 l’operatività del fondo per il calo delle tasse. Esso sarà finanziato con l’aumento del gettito generato dalla lotta all’evasione fiscale, l’eventuale risparmio legato al calo degli interessi sul debito pubblico e la soppressione delle agevolazioni fiscali.

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