Enrico Letta ci rassicura sul futuro roseo dell’Italia: “I conti sono in ordine e il debito e il deficit sono scesi. L’Italia è un paese credibile per chiedere politiche per la crescita. La crescita non è alternativa a non fare debito“. E’ quanto il premier ha dichiarato nel pomeriggio del 14 ottobre durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, parlando della legge di stabilità che, aggiunge, “Sarà pluriennale perché vogliamo intervenire sul lungo periodo, per tre anni, per dare certezze a imprenditori e lavoratori“.

Certezze che per ora, nel mondo reale, si chiamano disoccupazione da record, fallimenti d’imprese a ripetizione e fuga degli investitori dal nostro Paese.

Si parla di una manovra da 12 miliardi. Il famoso taglio del cuneo fiscale dovrebbe valere da 4 a 5 miliardi, sotto la forma di uno sconto Irpef per i lavoratori a basso reddito e una diminuzione dei contributi Irap e Inail per le imprese. E l’allentamento del patto di stabilità per i comuni dovrebbe valere circa 2 miliardi. Infine il divieto per regioni ed enti locali di ricorrere a titoli derivati.

Il Governo è ottimista, dunque. La manovra finanziaria il cui contenuto sta per essere approvato prevede il ritorno degli investimenti pubblici. Lo dice il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni (foto by InfoPhoto). Arriverranno “Sia quelli di natura infrastrutturale, come Ferrovie e Anas, sia quelli permessi  da un allentamento del patto di stabilità per i comuni“.

Ma anche la questione della sanità, una delle principali voci di spesa delle istituzioni pubbliche, tiene banco. Da più parti tra le regioni si temevano tagli colossali, di circa 3,5 miliardi. Ora sembra che la scure non venga usata; piuttosto si ricorrerà a risparmi derivanti da riorganizzazioni che dovrebbero portare una maggiore efficienza. Ancora Saccomanni infonde ottimismo. Il ministro ha detto ai giornalisti, a margine di un incontro dell’Eurogruppo in Lussemburgo: “Siamo in contatto con i presidenti delle regioni e penso che alla fine si troverà una soluzione equa per tutti“.