La legge Fornero è stata approvata nel 2011, è entrata in vigore nel 2012 durante il governo Monti e si colloca all’interno del Decreto Legge del 6 dicembre 2011 n.11, articolo 24.
Essa ha apportato varie modifiche alla disciplina pensionistica stabilendo quando si possa andare in pensione nel nostro Paese.

Riforma Fornero: aspetti più rilevanti

Queste sono state le modifiche della riforma Fornero alla legislazione che la precedeva.

  1. Estensione dell’erogazione delle pensioni e distribuzione in base ai contributi versati (e non rispetto all’ammontare dell’ultimo stipendio percepito).
  2. Aumento di un anno per le “pensioni anticipate” e abolizione delle “quote” (date dalla somma tra età anagrafica e anzianità contributiva).
  3. Allungamento dell’età pensionabile a 67 anni (anche per le donne)
  4. Dal 2019 adeguamento all’aspettativa di vita con cadenza non più triennale, ma biennale

Perchè il governo Conte la vuole abolire

Il neo ministro del lavoro Luigi Di Maio ha più volte dichiarato la volontà di abolire la legge Fornero con l’obiettivo di diminuire nuovamente l’età in cui è possibile andare in pensione nel nostro Paese.
Ecco i punti principali della riforma inserita nel contratto di governo Lega-M5S.

  • Diminuzione dell’età pensionabile con l’introduzione della quota 100 (somma età-contributi) e della quota 41 (soltanto contributi), si va in pensione raggiungendo tali quote;
  • Inserimento “opzione donna”. Le lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi possono andare in pensione subito
  • Abolizione delle cosiddette “pensioni d’oro” dei politici (solo se superiori a 5 mila euro netti al mese)