Un fiume in piena, Matteo Renzi, soprattutto sul tema caldissimo della legge di stabilità. Occupa i media in un modo che farebbe invidia a Silvio Berlusconi, con la differenza non trascurabile che nel suo caso sono quasi tutti dalla sua parte.

Il presidente del Consiglio, parlando alla trasmissione Otto e mezzo su La7, è tornato sullo scontro che lo vede contrapposto ai sindacati, in particolar modo alla Cgil, e di riflesso all’opposizione interna nel Partito democratico. E chiude ogni porta a Susanna Camusso: “Nessuno può trattare sulla legge di stabilità. Sulla legge di stabilità si tratta in Parlamento. Se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere. Ce ne sono già, si troverebbero a loro agio“. Altro che la concertazione di Romano Prodi.

Entrando nel dettaglio della legge di stabilità, Renzi trova anche il tempo di bacchettare sulle mani il proprio ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, il quale qualche giorno fa aveva promesso 800mila nuovi posti di lavoro: “Non mi sbilancio mai sui numeri, lo considero un azzardo. Ma se lo dice Padoan, mi fido“.

E sulla delicata questione della minoranza del Pd che potrebbe bloccare i vari provvedimenti in cantiere? “C’è già qualcosa a sinistra del Pd che alle regionali ha preso il 4,3% mentre il Pd il 40. Oltre che del potere di veto, mi interessa anche parlare del potere di voto. Non credo alla scissione del Pd, credo che sarebbe il colmo“.

Foto by InfoPhoto