Le correzioni alla legge di Stabilità di Italia e Francia hanno convinto Bruxelles.
Nessuna bocciatura per le manovre dei due Paesi dunque, ma occorre aspettare novembre, quando il socialista francese Pierre Moscovici assumerà la supervisione dei conti pubblici, per avere la promozione piena dopo le “gravi violazioni” delle regole di bilancio rilevate in precedenza dal commissario uscente agli Affari economici Jyrki Katainen.

“Il riconoscimento della sostanziale coerenza del nostro budget con il quadro di regole dell’Unione europea – ha affermato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dopo l’esame positivo di Bruxelles – vuol dire che anche l’Europa è sulla strada della crescita e della creazione di nuova occupazione”.
Le correzioni dei conti proposte dall’Italia dopo aver ricevuto la lettera della Commissione Ue scritta da Jyrki Katainen hanno convinto il commissario finlandese agli Affari economici e monetari, evitando il rinvio della legge di Stabilità al Consiglio dei Ministri italiano.
“Nelle ultime due settimane la Commissione si è consultata con alcuni Stati membri per richiedere informazioni e per evidenziare alcuni timori iniziali sulle bozze di leggi di bilancio presentate”, ha scritto Katainen in una nota riferendosi agli scostamenti di Francia e Italia dai vincoli Ue, spiegando che gli Stati hanno reagito “in modo costruttivo” ai rilievi dell’Europa.
Per il commissario uscente “le nuove informazioni e gli sforzi ulteriori” comunicati dai due Paesi hanno evidenziato un forte senso di collaborazione nell’Unione, grazie ai quali non si riscontrano casi di “deviazione particolarmente grave che ci obbligherebbe a considerare un’opinione negativa in questo momento del processo”.
Ma non è detto che se non vi sono “deviazioni gravi” dalle linee guida del Patto di stabilità, ha ricordato il finlandese, non ci siano rischi di violazioni.
Per questo occorre aspettare novembre, quando la nuova Commissione (domani è l’ultimo giorno di Barroso e dell’attuale staff Ue) deciderà cosa fare: “qualunque mancanza o rischi saranno chiaramente messi in luce allora”, ha chiarito Katainen, aggiungendo che “qualunque possibile ulteriore passo nell’ambito del Patto sarà valutato in un momento successivo, prendendo in considerazione le previsioni economiche autunnali e le opinioni sui piani di bilancio”.
Bocciatura evitata dunque, ma non si possono escludere sanzioni specifiche a carico dei due Big Ue.