Non siamo ancora ai titoli di coda per la legge di Stabilità – il voto finale dovrebbe arrivare lunedì prossimo. Intanto però si può già dire cosa cambierà a livello di imposte e tasse nel 2015. Inizio da due delle tasse più clicccate della rete: la Tasi e il Canone Rai. Scongiurato il rischio di stangata per quanto riguarda le tasse sulla casa: il governo Renzi ha deciso di mantenere la tassa al livello attuale, ovvero il 2,5 per mille, più lo 0,8 per mille per finanziare le detrazioni ai soggetti meno abbienti. Da rilevare poi lo stop della Tasi per le case coinvolte nel terremoto dell’Aquila – in un paese normale non sarebbe nemmeno una notizia.

Stessa sorte per il canone Rai, doveva arrivare il taglio del canone – che però avrebbero dovuto pagare tutti, anche chi non ha una televisione, attraverso la bolletta elettrica. Tutto rinviato a data da destinarsi. Per ora l’unica cosa certa è che per il 2015 si pagherà la stessa cifra pagata quest’anno, ovvero 113,5 euro. Pessime notizie per chi usa il riscaldamento a pellet. L’Iva per questo combustibile ecologico passa dal 4 al 22% con ovvia ricaduta sul prezzo finale del bene.

E’ solo uno dei tanti aumenti previsti dalla legge di Stabilità, Quelli più criticati riguardano le tasse sui fondi pensione (passerà dall’11,5 al 20%) e le casse previdenziali (in crescita dal 20 al 26%). Per cercare di indorare la pillola è stata introdotta una detrazione per le somme destinate in investimenti infrastrutturali. Aumenteranno ancora le tariffe postali, dopo i recenti aumenti, e le consegne saranno meno frequenti di quanto lo sono già.

Le notizie negative non sono finite perché il nuovo regime dei minimi è stato modificato. Ora è diventato meno conveniente perché sono stati esclusi da questo regime tutti quelli che, hanno anche altri redditi che sommati a quelli d’impresa o lavoro autonomo superano i 20.000 euro – non è chiaro se ci sia un’altra condizione: i redditi da lavoro autonomo o d’impresa devono essere superiori agli altri redditi.

Finisco con qualche nota positiva: il governo ha introdotto un credito d’imposta del 10% dell’imposta per sterilizzare l’aumento retroattivo dell’Irap – che ad aprile era sceso dal 3,9 al 3,4% e con la legge di Stabilità era ritornato al valore originale). Da ricordare pure gli sconti sul gasolio da riscaldamento e Gpl per quanto riguarda le zone montane e quelle svantaggiate.

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