Quali sono le coperture della legge di Stabilità per il 2015? I numeri macro li conosciamo tutti: 15-16 miliardi dalla spending review, 11 miliardi saranno contabilizzati come spesa in deficit, 3,8 arriveranno dalla lotta all’evasione, 3,6 dalle rendite finanziarie, un miliardo dall’aumento del prelievo sulle slot machine, uno dalla riprogrammazione di fondi già stanziati e 600 milioni dalla banda larga. Per un totale di 36 miliardi di euro.

Molto di meno si sa su come questi obiettivi verranno realizzati. Per esempio non si conosce il dettaglio dei tagli della spesa ripartiti tra centro e periferia: si parla di cinque miliardi di tagli a livello ministeriale – ma c’è chi li fa lievitare fino a otto -, quattro a livello di regioni, due tra province e comuni più un altro miliardo che dovrebbe arrivare dalle partecipate.

E soprattutto non si capisce se ci saranno tagli lineari – come ora sembra più probabile – o se insieme agli obiettivi numerici sono state individuate sacche di inefficienza da colpire. Insomma c’è da capire se con l’addio del commissario alla spending review Carlo Cottarelli sia stata mandata in pensione una metodologia che cerca di colpire la spesa pubblica quando i soldi vengono utilizzati male.

Bisogna poi aggiungere che come al solito la legge di Stabilità contiene misure controverse – che infatti il nostro premier si è ben guardato dall’illustrare. Come la stretta sulla Previdenza o la solita clausola di salvaguardia che potrebbe far aumentare nel 2016 le solite accise sulla benzina e l’Iva.

Da rilevare che la legge di Stabilità prevede di allargare il meccanismo di reverse charge per il pagamento dell’Iva ai settori delle pulizie, dell’edilizia (demolizioni e installazioni di impianti), il trasferimento di quote di emissioni di gas serra, il gas e l’energia elettrica per quattro anni. Se arriverà l’ok dell’Unione Europea dovrebbe essere coinvolta anche la Pubblica amministrazione.

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