Il pagamento delle pensioni slitta al 10 del mese. La norma, prevista dal disegno di legge di Stabilità, scatterà dal primo gennaio del prossimo anno, con l’obiettivo di “razionalizzare ed uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’Inps”.
Dure le reazioni delle associazioni e dei sindacati dei pensionati: l’assegno di pensione, hanno ricordato ieri in un comunicato unitario le sigle dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, serve soprattutto per pagare affitti e mutui, che scadono prima del nuovo termine.

Le novità. “I trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate dagli invalidi civili – recita il testo inserito nel ddl Stabilità -, nonché le rendite vitalizie dell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese”.
Se il 10 del mese ricade in un giorno “festivo o non bancabile”, spiega il documento, il pagamento slitta al giorno successivo.
La legge di Stabilità stabilisce anche che l’Inps faccia “un unico pagamento ove non esistano cause ostative nei confronti dei beneficiari di più trattamenti”, ponendo particolare attenzione, inoltre, ai casi di pagamento della pensione ad un cittadino defunto, in modo da evitare possibili frodi.
La norma prevede infatti l’invio telematico all’Inps del certificato di decesso da parte del medico che accerta la morte, introducendo in capo alla banca l’obbligo di restituzione degli eventuali importi già accreditati.

Sindacati: è accanimento sugli anziani. Dura la reazione di sindacati e associazioni dei consumatori.
Per i segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima si tratta di “un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani”.
“Il governo”, scrivono i tre leader nel comunicato unitario diffuso ieri, “non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato a come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile: ci domandiamo che cosa abbiano fatto di male gli anziani e i pensionati per essere trattati così”.

Consumatori: un sopruso nei confronti dei pensionati. “Una misura ingiusta e inaccettabile, che si configura come un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica”, la reazione di Adusbef e Federconsumatori.
Per le due associazioni dei consumatori “il danno rischia di estendersi all’intera economia: sono infatti gli anziani nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”.
“La vera operazione chiave per creare benefici al sistema economico ed alle condizioni delle famiglie – spiegano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti, rispettivamente, di Adusbef e Federconsumatori – non è ritardare i pagamenti delle pensioni, bensì avviare un serio, responsabile, concreto ed immediato piano straordinario per il lavoro”, perché “solo restituendo reddito, futuro e prospettive ai giovani si potrà ingranare la marcia giusta per uscire dalla crisi”.