Da ieri mattina sul tavolo del governo Renzi ci sono i rilievi tecnici sollevati dalla Commissione Ue sulla legge di Stabilità varata lo scorso 15 ottobre.
Per l’Unione l’esecutivo ha lasciato aperte tre fondamentali questioni, discostandosi dagli obblighi sottoscritti in ambito europeo.
Nella lettera firmata dal presidente uscente Barroso (dal primo novembre si insedierà il neo-eletto presidente Jean-Claude Juncker) Bruxelles chiede infatti all’Italia chiarimenti sul mancato rispetto dell’impegno a ridurre il deficit strutturale dello 0,5%, la certezza delle copertura della manovra e delle entrate dello Stato e le date e l’effetto delle riforme.

“Dall’analisi preliminare, sulla base dei conti degli uffici tecnici della Commissione Ue, l’Italia programma una significativa deviazione dagli aggiustamenti richiesti per centrare l’obiettivi di medio termine  nel 2015” si legge nella lettera dell’Ue.
“La Commissione – chiarisce il testo – intende continuare il dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare alla valutazione finale della manovra e gradirebbe il vostro punto di vista non appena possibile e preferibilmente entro il 24 ottobre per consentirci di tener conto delle valutazioni italiane nella prossima fase”.
“Non è una minaccia, ma il principio di una collaborazione”, specifica la Commissione, chiedendo “come farà l’Italia ad assicurare il pieno rispetto degli obblighi della politica di bilancio nel 2015?”.
Domanda alla quale il governo risponderà oggi.
“Gli uffici tecnici del Ministero – si legge in una nota del Tesoro – sono già in contatto con la direzione Ecfin a Bruxelles, così come il Governo italiano è in contatto con la Commissione europea”.
Nel mirino del commissario economico Jyrki Katainen anche Francia, Austria, Malta e Slovenia.

Barroso: un errore pubblicare la lettera. Deluso dalla stampa italiana il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, rea di aver diffuso, a suo dire, notizie “false e surreali” circa la lettera sulla legge di Stabilità inviata al governo.
“La Commissione – ha riferito Barroso – non voleva quella pubblicazione perché stava portando avanti consultazioni delicate che devono necessariamente avvenire in un clima di riservatezza e fiducia reciproca. Il ministero dell’Economia ha avvertito il vicepresidente Katainen, ma se volevamo la pubblicazione l’avremmo diffusa noi la lettera”.