Finalmente abbiamo un dato certo sulla legge di Stabilità approderà nell’Aula della Camera il prossimo 24 novembre. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio – secondo la stessa, alle diversi commissioni che si occuperanno del testo verrà dato il tempo necessario per discutere il testo – ipotizzo prima dell’arrivo della manovra in Aula. Intanto arrivano sulla manovra finanziaria le parole del presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, intervenuto agli Stati generali del Vending 2014, organizzato da Confida.

Per la prima volta – credo – questa organizzazione da un parere complessivamente positivo sulla legge di stabilità, visto che ha come obiettivo la riduzione della pressione fiscale. Ma l’ok dell’Unione Europea non è stato indolore, visto che – per esempio – sono spariti i soldi – un miliardo e mezzo di euro – destinato alla riduzione delle tasse per i lavoratori autonomi. E poi “se da un lato viene tagliata l’Irap dal costo del lavoro, dall’altro per le imprese senza dipendenti l’Irap resta ferma al 3,9%“.

Per il presidente della Confcommercio ci sono anche altri problemi – e potrebbero pesare molto di più -: “c’è una probabilità molto elevata di un aumento delle aliquote Iva, sia di quella ridotta dal 10 al 13%, sia di quella ordinaria dal 22% al 25,5% in tre anni. Anche le accise potrebbero aumentare. Se ciò accadesse sarebbe la caporetto dei consumi” – direi che sia difficile dare delle percentuali, se l’Italia ritornerà alla crescita economica gli aumenti dell’Iva non dovrebbero essere necessari. E poi aggiunge Sangalli “i tagli su Regioni ed enti locali possono portare queste amministrazioni a un aumento di tasse che neutralizzerebbe la già esigua riduzione delle imposte. Infine, il fondo taglia-tasse (a memoria ne sono stati istituiti tre dal governo Monti in poi) anche questa volta non è entrato in funzione. Infatti dopo lo scambio epistolare tra governo e Bruxelles, i 3,3 miliardi del fondo sono saltati. Si è certamente ridotto il deficit, ma si è anche depotenziato, e di molto, il carattere espansivo della manovra“. La conclusione è ovvia “può venire a mancare quello shock positivo per famiglie e imprese da cui passa la ripresa economica“.

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