“Renzi invita a cena con i soldi degli altri”, questo il messaggio che le Regioni italiane contro il premier Renzi in merito alla legge di stabilità varata da governo. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, tra i più combattivi durante la conferenza stampa al termine della riunione della Conferenza delle Regioni, ha aggiunto: “È facile abbassare le tasse con i soldi degli altri. Siamo chiamati a condividere scelte politiche decise dal governo con obiettivi di finanza pubblica chiesti dall’ Europa. Nessuno si sottrae al rilancio del paese, ma questo deve essere fatto con un’ assunzione di responsabilità di tutti. Altrimenti vi invito a pranzo e a cena tanto paga un altro…”.

“Con i tagli inseriti nella legge di stabilità ci troviamo in una situazione insostenibile a meno di non incidere sulla spesa sanitaria o di compensare con nuove entrate”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. Le Regioni per questo motivo hanno chiesto un incontro urgente al Governo. Chiamparino ha sottolineato che “i margini per un ragionamento condiviso e per renderlo sostenibile ci sono”.

Che si vada verso un’aumento della tassazione a livello locale dopo questa legge di stabilità è certo, “Piuttosto che aumentare l’Irap lascio l’incarico: farlo significherebbe dare un colpo mortale all’economia. Nessuno di noi vuole” ha dichiarato il presidente del Piemonte Chiamparino, “siamo consapevoli che il sistema paese ha bisogna del contrario”.

Molto duro il premier Renzi che su twitter attacca le Regioni sui tagli e le probabili tasse che ci saranno in sede locale.

Renzi concede ai presidenti di regione un incontro, “incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e proteste.”

Non c’è colore politico che ferma la protesta dei presidenti di Regione, Chiamparino (Pd), Zingaretti (Pd), Maroni (Lega), Caldoro (Forza Italia), Rossi (Pd); Zaia (Lega)..tutti d’accordo contro questa legge di stabilitià.

“Per le Regioni, quelle virtuose per prime, questa manovra passerà alla storia come la legge del massacro. Tagli insostenibili, che stiamo subendo sin dal 2011, ma che stavolta avranno pesantissime conseguenze, perché alla gente con una mano si dà ma con l’altra si toglie e le Regioni sono stremate. A Pinocchio stavolta il naso si è allungato a dismisura: Cottarelli (Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica) è stato letteralmente delegittimato e nulla si ritrova di una spending review seria, che dovrebbe imporre di tagliare dove si spreca, non dove si produce e si amministra con oculatezza”, così il presidente del Veneto Luca Zaia che minaccia: “Siamo pronti alla ribellione in tutte le forme possibili purché legittime”.

Dello stesso parere Catiuscia Marini, governatrice dell’Umbria: “È tecnicamente impossibile prevedere questi tagli senza incidere per il 70% sulla sanità: dei 4 miliardi di tagli, 3 saranno sulla sanità. Il resto ricade sul trasporto pubblico, che si basa sulle entrate delle Regioni: non si regge tecnicamente. Con la rettifica fatta in Finanziaria non si vuole dire la verità: questi tagli sono su sanità e trasporti”.