Cosa cambia per le partite Iva con la legge di Stabilità? Come sempre dico, siamo ancora a livello di bozze, ma con l’ex-Finanziaria chi ha percepito nel 2014 ricavi per una cifra compresa tra i 15 e i 40.000 euro, potrà accedere ad un regime agevolato – il nuovo regime dei minimi.

Il suo reddito si calcolerà applicando ai ricavi un coefficente di redditività compreso tra il 40 e l’86%. E sul reddito derivato da questo calcolo pagherà un’imposta del 15% – ridotta al 10% se la partita Iva si trova nei primi tre anni di attività.

Le diverse attività sono raggruppate in nove gruppi di settori, nel campo ad esempio degli intermediari del commercio – o dei professionisti – il limite dei ricavi per il regime dei minimi è di 15.000 euro, mentre chi svolge attività di servizi di alloggio e di ristorazione avrà una soglia di 40.000 euro. Per accedere al nuovo regime dei minimi non c’è solo il requisito dei ricavi. A concorrere ci saranno anche le spese per il personale – non devono superare i 5.000 euro – e il valore lordo dei beni strumentali al 31 dicembre 2014 – che non deve superare i 20.000 euro.

Sul tema c’è ancora da aggiungere che alcune bozze della legge di Stabilità che stanno circolando in questi giorni non prevedono modifiche agli attuali regime dei minimi, per cui le partite Iva che sono state aperte in questo regime più vantaggioso – l’imposta sostitutiva dovrebbe continuare ad essere del 5%. Su altre bozze invece questo regime del 5% scompare. Il vantaggio del 15% sarebbe in questo caso determinato dal fatto che non ci sarebbe più il limite dei cinque anni per l’applicazione di questo regime speciale… Come al solito un gran casino…

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