La legge di Stabilità introduce un apprezzabile taglio del cuneo fiscale sul lavoro e assicura la copertura a “riforme potenzialmente importanti” nell’istruzione e nel mercato del lavoro.
Bankitalia promuove la prima manovra del governo Renzi, rilevando tuttavia i potenziali effetti discorsivi sulla previdenza complementare insiti nello smobilizzo del Tfr in busta paga e molta prudenza nel reputare la legge di Stabilità capace, da sola, di stimolare l’economia italiana.
Il rinvio del pareggio strutturale al 2017 inoltre, ricordano da palazzo Koch, “può contribuire ad evitare il rischio di una spirale recessiva” e le previsioni macroeconomiche dell’esecutivo sono condivisibili e in linea con quelle “dei principali previsori”, ma restano comunque “soggette a rischi”.
Rischi che la recente volatilità dei mercati ha ben evidenziato.

Stabilità e crescita: cruciale l’effetto sulla fiducia. “Sarà cruciale l’effetto sulla fiducia di famiglie e imprese, che può essere rilevante se le misure adottate saranno percepite come un orientamento duraturo di politica economica”, ha dichiarato ieri alla Camera il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini (fonte: Reuters), a proposito degli effetti della legge di Stabilità sull’economia italiana.

Bene la riduzione del cuneo fiscale. Banca d’Italia vede nella legge di Stabilità, ha fatto sapere Signorini, “una significativa riduzione” del cuneo fiscale, stimata da palazzo Koch in 13,9 miliardi, compresi i 2,7 del decreto di aprile.
“Nel caso di un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato nel 2015 – ha spiegato il vice direttore -, il cuneo risulterebbe sostanzialmente dimezzato per tre anni”.
La stabilizzazione degli 80 euro in busta paga inoltre “concorrerà ad accrescere l’impatto positivo della misura sui consumi. Può anche rappresentare uno stimolo alla partecipazione al mercato del lavoro per persone con un salario potenziale contenuto”.

Dubbi sul Tfr in busta paga. Molte perplessità invece sullo smobilizzo del Tfr in busta paga, che per via Nazionale “inciderebbe negativamente sulla capacità della previdenza complementare o del Tfr, se percepito alla fine della carriera, di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani”.
“È dunque cruciale – ha chiarito Signorini – che la temporaneità del provvedimento, motivato dalla fase congiunturale eccezionalmente avversa, venga mantenuta”.

E sull’aumento di Iva e accise a garanzia impegni. E i dubbi si ripresentano anche per l’aumento di Iva e accise a garanzia degli obiettivi di bilancio, anche se questa clausola sottoscritta in chiave europea, ha aggiunto l’autorevole rappresentante di palazzo Koch, dimostra “la credibilità dell’impegno a proseguire nel processo di consolidamento delle finanze pubbliche”.
“In questo caso, tuttavia – ha proseguito -, l’aumento previsto delle aliquote le porterebbe su livelli molto elevati. Per evitarlo, e anche per dare maggiore certezza alla politica di bilancio, è quindi opportuno definire quanto prima provvedimenti riguardanti la razionalizzazione della spesa e dei regimi agevolativi”.