Siamo alle solite. Lo aveva fatto l’anno scorso il governo Letta quando aveva aumentato l’anticipo su Irap e Ires a carico di banche e assicurazioni – almeno allora la mossa era servita per trovare una copertura alla cancellazione della seconda rata dell’Imu. Ed era capitato già tante altre volte in passato. I governi amano fare carta straccia dello statuto del contribuente.

Ovviamente dobbiamo utilizzare il condizionale, ma a quanto sembra l’Irap per tutto il 2014 dovrebbe tornare al 3,9%. Durante l’anno in corso il governo Renzi lo aveva ridotto al 3,4% – e per questo aveva aumentato la tassazione sui prodotti finanziari. E ora si rimangerebbe quanto fatto durante l’anno – per poi passare al taglio annunciato qualche giorno fa

Un dietro front che costerebbe almeno 2,4 miliardi di euro – tutti i soldi che le imprese saranno costrette a trovare in extremis… Sorte analoga dovrebbe toccare ai fondi pensione che si troverebbero a dover pagare già per tutto il 2014 l’aumento della tassazione dall’11,5 al 20% – che finora si prevedeva dovesse aumentare solo per l’anno venturo.

In totale il governo Renzi si troverebbe ad aumentare le entrate di tre miliardi di euro, ma si farebbe una figuraccia colossale. Forse sarebbe il caso che Napolitano o i suoi consiglieri dicessero a Renzi e Padoan di evitare questa ennesima forzatura. O forse i conti non erano poi così solidi.

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