La Legge di Stabilità è stata varata da poche ore che già sorgono problemi. Come ha detto un paio di giorno il ministro dell’economia Padoan in Lussemburgo: “L’Italia manterrà il rapporto deficit/Pil al di sotto del 3%, rispettando le regole europee“. Subito dopo ha anche spiegato ai suoi colleghi ministri nell’Ecofin che l’aggiustamento strutturale non sarà superiore allo 0,1% del Pil.

E su questo punto si corre il rischio di arrivare allo scontro con la Commissione Ue, anche se in questi giorni c’è stata una lunga telefonata tra il premier Matteo Renzi e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. Secondo le fonti europee il progetto di bilancio italiano sarà anche valutato in base alle differenze tra gli impegni presi dall’Italia ad aprile – un aggiustamento strutturale di “almeno lo 0,7% del Pil

Ma potrebbe esserci un intoppo: secondo fonti europee la legge di stabilità rischia di essere in contrasto con le regole Ue e rispedita al mittente per modifiche dalla Commissione di Bruxelles. Il progetto di bilancio italiano, spiegano le fonti, sarà giudicato anche sulla base del criterio di un aggiustamento strutturale di “almeno lo 0,7% del Pil”.  Il gap sull’aggiustamento strutturale del deficit  Uno scarto di 0,5 punti percentuali tra gli impegni italiani e le richieste della Commissione che, secondo fonti Ue, potrebbe essere valutato “come una seria violazione” delle raccomandazioni e portare quindi a “un rinvio a Roma della legge di stabilità, ed eventualmente all’apertura di una procedura per debito eccessivo contro l’Italia”. Nel dettaglio, la differenza fra la correzione del deficit strutturale italiano confermata oggi per il 2015, pari allo 0,1% del Pil, e lo 0,7% richiesto dalla Commissione europea per 3 anni, è notevole. Lo 0,1% corrisponde infatti a 1,6 miliardi, che diventano 11,2 miliardi se si parla dello 0,7%. Nelle scorse settimane si era parlato di un possibile compromesso pari allo 0,25%, pari a circa 4 miliardi. La Commissione potrebbe riservarsi anche di aprire la procedura d’infrazione per eccesso di debito. Nonostante queste fibrillazioni restano le parole chiare espresse dal ministro Padoan al termine dell’Ecofin che ha dichiarato “di essere fiducioso dei rapporti con Bruxelles”. In serata è previsto l’invio della legge di Stabilità alla Commissione Ue, una prima valutazione della Commissione è prevista per novembre.  Padoan: “In linea con l’Europa” L’Italia manterrà il rapporto deficit/Pil al di sotto del 3%, rispettando le regole europee. lo ha assicurato il ministro dell’Economia Pier Paolo Padoan al termine dell’Ecofin: “Continueremo a stare sotto e andremo avanti nel consolidamento strutturale”. L’aggiustamento del deficit strutturale nella legge di stabilità per il 2015, che il Consiglio dei ministri approverà oggi alle 15, sarà dello 0,1%” ha confermato il ministro. Poi, a chi gli chiede se la legge di stabilità sia in linea con gli impegni con l’Unione Europa il ministro assicura: “Quello che conta è che continuiamo ad avere il target del pareggio, c’è solo un ritardo dovuto al fatto che ad aprile, quando abbiamo preso gli impegni, la previsione di crescita era l’1,1% più alta di oggi per il 2015, il contesto si è altamente deteriorato”.