Mancano tre giorni al varo ufficiale della legge di Stabilità 2016.
La manvora varrà 27-30 miliardi di euro e dovrebbe contenere un pacchetto fiscale da più di 7 miliardi di euro che dovrebbe prevedere il taglio di Imu-Tasi sulla prima casa, così come la fine dell’Imu-agricola e della tassa sugli imbullonati – le tre misure valgono 5,3 miliardi di euro -, oltre alla proroga di un altro anno dei bonus edilizi al 65% per il risparmio energetico ed al 50% per le ristrutturazioni semplici – 350 milioni di euro -, e a provvedimenti a favore delle aziende per 1,8 miliardi di euro.

I provvedimenti per le imprese dovrebbero riguardare i super-ammortamenti sugli acquisti di macchinari, il taglio Ires – si parla di una sforbiciata di due punti (dal 27,5% al 25,5%) -, la proroga della decontribuzione per i nuovi assunti a tempo indeterminato – con un tetto più basso e a durata biennale. Da non dimenticare la detassazione del salario di produttività ed un masterplan per gli investimenti al Sud.

Per quanto riguarda le pensioni ci sarà la salvaguardia di altri 26.000 esodati ed il prolungamenti dell’opzione donna. Ci saranno anche le risorse per la riapertura della contrattazione nel pubblico impiego – si parla di 300-440 milioni di euro.

Da non dimenticare l’aumento del tetto ai contanti, come ha spiegato il premier Renzi in in un’intervista radiofonica con Rtl: “per il prossimo anno una delle cose che proporremo al Parlamento di riportare i livelli di contante alla media europea … a 3.000 euro (dal limite di 1.000 introdotto dal governo Monti), un piccolo gesto per incoraggiare i consumi“.

Ultimo aspetto da ricordare è l’introduzione di un nuovo regime forfettario al 5%, con limiti temporali e di ricavi diversi da quelli oggi in vigore. Tra le varie ipotesi ci sarebbe l’idea di una legge delega sul tema (parte integrante della legge di stabilità).