Tra le misure contenute nella legge di Stabilità 2016 c’è anche da segnalare una revisione complessiva della durata dei tempi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per effettuare gli accertamenti fiscali, ovvero esercitare la loro attività di controllo sui contribuenti. A seguito dell’emendamento introdotto in commissione Bilancio alla Camera dei deputati è destinato ad andare in pensione il raddoppio dei termini in presenza di una violazione tributaria - nel caso si tratti anche di un illecito penalmente rilevante.

Su questo punto si era già intervenuti in precedenza con un decreto attuativo che faceva un po’ di ordine sulle condizioni che facevano scattare i tempi supplementari per gli accertamenti fiscali. Ora con la prossima approvazione della legge di Stabilità arriva la cancellazione del raddoppio per le imposte sui redditi e l’Iva. Una misura che non arriverà subito: riguarderà gli avvisi relativi al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016, quindi a quelli emessi in relazione alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017.

Questo provvedimento deve essere visto in correlazione con l’allungamento dei termini ordinari per gli accertamenti fiscali, che passano da 4 a 5 anni se è stata presentata la dichiarazione – termini che in caso di dichiarazione omessa passano da cinque a sette anni. Bisogna rilevare anche un’altra novità introdotta con la manovra 2016 durante il suo passaggio alla Camera in materia di controlli fiscali: la modifica introdotta prevede che, in caso di violazioni penali (anche comuni) da cui possa derivare un provento illecito, gli inquirenti debbano informare immediatamente l’agenzia delle Entrate dell’accaduto affinché il Fisco possa procedere agli accertamenti fiscali.

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