Non lasciatevi fuorviare dalle dichiarazioni di qualche ministro: in autunno il governo Renzi dovrà trovare 12 miliardi di euro. Per ora filtrano solo delle indiscrezioni su alcune delle voci che comporrà il quadro complessivo: si parla di rivedere il sistema dei trasferimenti alle imprese pubbliche come Fs, Poste e le aziende di trasporto locale, di aggredire la giungla delle partecipate che pesano sul bilancio di regioni e comuni.

Stanno prendendo corpo anche interventi diversi, come il taglio delle agevolazioni fiscali e delle pensioni più alte. Per quanto riguarda il primo tema si inizierà da tagliare le voci meno sensibili: dalle spese veterinarie, quella per le palestre e le spese cimiteriali ma non si sa ancora dove si ariverà… Sul secondo siamo ancora a livello di ipotesi – tracciate in particolare da due ministri, Padoan e Poletti.

Per ora si ragiona solo a livello di ipotesi: si tratterebbe di chiedere un contributo di solidarietà alle pensioni che superano i 3.500 euro netti – ma l’asticella potrebbe essere posta più in basso – per trovare fondi che dovrebbero andare ad esodati, cassaintegrati in deroga ed eventualmente per aumentare le pensioni minime.

Attraverso queste misure si intenderebbe raccogliere dal miliardo al miliardo e mezzo di euro. Si tratterebbe per questa via anche di riequilibrare il sistema pensionistico, che ha mandato tanti in pensione sulla base dell’ultima busta paga – e nel pubblico si arrivava a concedere scatti di carriera a pochi giorni dall’uscita dal lavoro - indipendentemente dai contributi versati. E così ci troviamo con il 5% dei pensionati più ricchi – 800.000 persone su circa 16 milioni – che ricevono oltre il 16% di questa voce di spesa – ovvero 43 miliardi su 270.

Attenzione però, il nuovo prelievo sulle pensioni d’oro dovrà essere pensato bene, perché altrimenti si rischia di incorrere in una nuova bocciatura della Corte Costituzionale, com’era già avvenuto ai tempi del governo Berlusconi (foto by Infophoto).