Riduzione della spesa della Pubblica amministrazione e delle pressione fiscale, rinnovo del bonus Irpef, azzeramento dei contributi per i neoassunti a tempo indeterminato e cancellazione della voce lavoro dall’Irap dal 2015: la legge di Stabilità varata mercoledì sera dal Consiglio dei ministri stanzia 36 miliardi per la crescita (6 in più di quanto annunciato dal premier Matteo Renzi due giorni prima nel suo intervento all’assemblea di Confindustria Bergamo), di cui 15 dalla spending review.
Una manovra che il presidente del Consiglio (foto by InfoPhoto) ha definito “anticiclica” e, al tempo stesso, rispettosa “del limite del 3% previsto dall’Ue” e che comporterà diciotto (“come l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”, ha ironizzato Renzi) miliardi di tasse in meno.
Per quanto riguarda le coperture di questa “manovra per la crescita”, oltre ai citati 15 miliardi dalla spending review, 11 miliardi saranno contabilizzati come spesa in deficit, 3,8 arriveranno dalla lotta all’evasione, 3,6 dalle rendite finanziarie, un miliardo dall’aumento del prelievo sulle slot machine, uno dalla riprogrammazione di fondi già stanziati e 600 milioni dalla banda larga.

Lavoro e welfare

La legge di Stabilità fissa un nuovo intervento sull’Irap dopo il taglio del 10% del 2014, eliminando dall’imposta la componente lavoro a partire dal 2015 (5 miliardi).
Per le imprese che assumono a tempo indeterminato, inoltre, è previsto l’azzeramento dei contributi a loro carico per tre anni (2 miliardi), mentre per circa 900mila partite Iva si anticipa il riordino del regime dei minimi previsto dalla delega fiscale (800 milioni).
La manovra stanzia 1,5 miliardi aggiuntivi a sostegno dei nuovi ammortizzatori sociali introdotti dal Jobs Act, un miliardo per la stabilizzazione dei precari nella scuola e 500 milioni per le famiglie con figli fino al terzo anno di età, mentre per l’esenzione ticket i nuclei numerosi dovranno aspettare la riforma di fine anno.

Consumi

La legge di Stabilità introdurrà anche la misura per rendere disponibile il trattamento di fine rapporto direttamente in busta paga, che sarà sostenuta con un fondo di garanzia da 100 milioni e che con la conferma degli 80 euro in busta paga, che diventano stabili e assumono la veste di detrazione fiscale, dovrebbe spingere finalmente i consumi.

Fisco

Novità anche sul fronte Iva e controlli fiscali.
Dal 2016 sarà cancellato l’obbligo della dichiarazione unificata, fissando a febbraio il termine per presentare la dichiarazione Iva.
L’orientamento dell’Agenzia delle entrate sarà mirato soprattutto ad aiutare il contribuente ad assolvere correttamente i propri adempimenti fiscali e, eventualmente, correggere in autonomia eventuali errori, in modo da concentrare gli accertamenti sui soggetti più fraudolenti e meno collaborativi.