Le norme della legge di stabilità che riguardano la deducibilità fiscale di svalutazioni e perdite sui crediti potrebbero permettere un aumento significativo dei profitti nei prossimi due anni. Secondo Mediobanca securities, le banche italiane potrebbero aumentare i loro profitti del 7% nel prossimo anno e del 5% nel 2015: in totale si tratta di un aumento di utili misurabile in un miliardo di euro nei prossimi due anni per le prime nove banche italiane.

Le perdite sui crediti – prima deducibili in 18 anni – dal prossimo anno dovrebbe essere scaricabili in cinque anni. Ovviamente questa situazione avrebbe un effetto soprattutto per le banche che hanno più crediti incagliati: l’impatto maggiore dovrebbe riguardare la Banca popolare dell’Emilia Romagna ed il Credito Valtellinese per cui ci attende un aumento dell’utile del 20% per l’anno venturo. Più limitato l’impatto per un colosso come l’Unicredit (+5%), visto che molti crediti incagliati non hanno un’origine in Italia.

A fare i conti è stata anche Banca Imi, che ha valutato un beneficio fiscale per l’anno in corso per Unicredit di 271 milioni – non capisco visto che la legge di stabilità riguarda il prossimo anno… -, a cui bisogna aggiungere i 236 del 2014 ed i 219 del 2015. Per Banca Mps c’è un +101 milioni, contro i +45 di Ubi, ed i 48 milioni in più di Banco Popolare.

Per una volta non prendetevela con il governo Letta, vedremo cosa succederà il prossimo anno, ma questo assist sui conti potrebbe servire ad allentare il tragico credit crunch che continua a colpire l’economia italiana…

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