Nascosta tra le pieghe della legge di stabilità ci sono anche nuove tasse – come la Trise – o l’aumento di imposte, come quella di bollo sui conti deposito e titoli. Il famigerato decreto salva Italia stabiliva che sarebbe stato proporzionale, e pari allo 0,1% – uno per mille – per il 2012, e dello 0,15% (1,5 per mille) in quest’anno.

Dal prossimo anno aumenterà allo 0,2%. Dovrebbe restare invariato l’importo minimo – pari a 34,2 euro -, e quello massimo – pari a 1.200 euro. Tale misura dovrebbe permettere di ottenere risorse per 900 milioni di euro. Non si deve versare l’imposta di bolla per i fondi pensione o quelli sanitari.

Ci si deve accontentare del fatto che la legge di stabilità non ha incrementato la tassazione sulle rendite finanziarie – che sarebbe dovuta passare dal 20 al 22% -, o l’imposizione sui redditi da capitale – che sarebbe dovuta passare dal 12,5% al 20%. Non parliamo però di pericolo scampato, perché c’è sempre il rischio che queste misure ricompaiano durante i passaggi parlamentari del provvedimento – a favore dell’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie era buona parte del Partito Democratico.  Vedremo cosa succederà.

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