Il taglio del cosidetto cuneo fiscale è il nucleo della prossima legge di stabilità. La prima versione prevedeva un aumento delle detrazioni fiscali in busta paga per tutti i dipendenti con un reddito lordo al di sotto dei 55.000 euro.  Il risultato finale era una detrazione media in busta paga pari a 14 euro: una miseria.

Anche per questo è nata quasi subito l’idea di restringere la platea dei beneficiari ai lavoratori dipendenti sotto i 30.000 – 28.000 – 25.000 euro (le ipotesi si sono moltiplicate come funghi). Negli ultimi giorni però si sta pensando anche a fare diversamente.

L’ha esplicitata ieri lo stesso primo ministro Enrico Letta: azzerare tutto e rimandare “una riduzione più sostanziosa del cosiddetto cuneo a quando avremo altre risorse nel 2014, ad esempio attraverso l’accordo con la Svizzera sul rientro dei capitali“. Se così fosse i soldi stanziati per il cuneo “potrebbero essere utilizzati per la spesa sociale“.

Ovviamente questa sarebbe solo una delle ipotesi sul tavolo. Oltre ad interventi a favore dei cinque milioni di poveri, di chi è disoccupato, si pensa anche alla detassazione di straordinari e salario di produttività - questo punto in particolare interessa a Pdl, Cisl e Confindustria. Vedremo gli sviluppi…

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