i dati sul cuneo fiscale più recenti vengono dall’Istat e risalgono al 2010 – l’anno in cui andava a regime il taglio strutturale varato dal governo Prodi nel 2007. Ed era pari al 46,2% – facile pensare che oggi il valore sia sensibilmente maggiore. Se guardiamo ai dati della Banca d’Italia, le retribuzioni complessive per il lavoro dipendente erano pari a 656,7 miliardi di euro.

Con un semplice calcolo possiamo così determinare il valore – ripetiamo all’epoca – del cuneo fiscale: 303,4 miliardi di euro. Ovviamente non fanno parte di questo calcolo i lavoratori autonomi – ovvero circa 5,7 milioni -, mentre a differenza di quanto avviene nel calcolo Ocse, nel conto rientrano anche i lavoratori del settore pubblico (che pesano per 172 miliardi).

L’ipotesi è di un intervento light – che si tradurrebbe in pochi euro in più da concentrare in una mensilità. Non proprio la spinta ai consumi che ci vorrebbe. Anche per questo il Codacons, ha commentato una dichiarazione del viceministro Pier Paolo Baretta, affermando che questo punto sarebbe il caso di utilizzare il taglio per ridurre l’Iva: “che colpisce non solo i lavoratori ma anche i disoccupati, i cassaintegrati ed i pensionati al minimo, la cui propensione marginale al consumo ancora maggiore”.

Difficile non dar loro ragione…
photo credit: xJason.Rogersx via photopin cc