Il percorso della legge di stabilità – come accadeva qualche anno anno fa per la Finanziaria – è sempre complesso. Quest’anno a complicare ulteriormente il quadro è arrivata la scissione dell’ex-Pdl in due tronconi. Visto anche che finora non è chiaro cosa farà Forza Italia.

Nessuno sa bene come si comporteranno Silvio Berlusconi e i suoi uomini. La scelta più probabile è che si comportino – a seconda delle loro convenienze – come una forza di maggioranza o come un’opposizione (in particolare c’è da aspettarsi un bel braccio di ferro sulle proposte berlusconiane sulla casa). Per questo il governo Letta sta pensando di ricorrere al voto di fiducia per risolvere la questione. E probabilmente questo passaggio avverrà prima del voto sulla decadenza dell’ex-premier.

Per ora l’unico dato certo è che Forza Italia non ha praticamente rappresentanti laddove si decidono le sorti della manovra… Intanto si vanno chiarificando i cambiamenti che dovrebbero modificare il testo della legge di stabilità durante i passaggi parlamentari. Sulla Service Tax dovrebbero essere introdotte delle detrazioni per evitare che sia chiamato a pagare la nuova tassa chi prima non pagava l’Imu

Sul cuneo fiscale non c’è ancora una versione definitiva: l’unica cosa certa è che dovrebbe essere concentrato sui redditi fino a 27-30.000 euro lordi. Dovrebbe essere creato un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese grazie all’azione della Cassa Depositi e Prestiti. Si vorrebbero far partire altri interventi di sostegno all’economia e pure l’informatizzazione delle edicole.

Il blocco del turnover e il tetto agli stipendi dei manager dovrebbe essere esteso anche a Bankitalia. In questo caso si tratterebbe praticamente di un invito: il nostro istituto centrale, come tutti gli organi costituzionali, ha autonomia di bilancio. E quindi potrebbe rispondere ciccia…

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