Il consiglio dei ministri è previsto per le 17. A quanto sembra il governo Letta deve ancora sciogliere alcuni nodi sulla legge di stabilità.  Proviamo a numerarli. Si sta pensando di irrobustire il cuneo fiscale, ma rischia di essere una partita di giro. Perché per farlo bisogna recuperare risorse e le alternative sono l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie dal 20 al 22% – sostenuta da buona parte del partito democratico – e una riduzione delle detrazioni Irpef su spese sanitarie e istruzione – dal 19 al 17%. Questa seconda alternativa è invece sponsorizzata soprattutto dai tecnici del ministero dell’Economia.

Non sembra poi essersi placate le discussioni sui tagli a pubblico impiego e soprattutto Sanità. Il ministro Saccomanni, in un’intervista alla Stampa afferma l’esistenza di un accordo in Cdm, e che i tagli sulla sanità riguarderebbero solo i tagli di sprechi perché la sanità italiana paga troppo caro quello che compra. Dalle dichiarazioni di altri ministri – come Beatrice Lorenzin e Graziano Delrio – non sembrerebbe.

Non è infine ancora certo l’intervento sulle pensioni d’oro – quelle sopra i 100.000 euro – che dovrebbe garantire risorse per rendere più equo il sistema pensionistico. Alla fine penso che resterà perché altrimenti lascerebbero troppo spazio alle giaculatorie del M5S, ma è probabile che il provvedimento verrà poi cassato, com’è successo ad un analogo provvedimento del governo Monti.
photo credit: Enrico Letta via photopin cc