Il governo Letta con la strana maggioranza sta pensando di cambiare le carte sul mini cuneo fiscale con detrazioni dell’ordine – al massimo – di una dozzina di euro. L’unanime coro negativo che ha unito un fronte che va da Confindustria ai sindacati sta facendo maturare una correzione di rotta nella Legge di stabilità.

L’idea sarebbe quella di concentrare le poche risorse destinate al taglio del cuneo per aumentare le detrazioni Irpef – circa 1,5 miliardi di euro – su 7,8 milioni di lavoratori invece che su 15,9. Tradotto in soldoni significherebbe concentrare lo sgravio su chi guadagna meno di 20-22.000 euro (lordi)  invece che spalmare la riduzione su chi ha redditi inferiori a 55.000 euro.

Per i lavoratori delle fasce più alte la perdita sarebbe impercettibile – per chi guadagna 35.000 euro la mancata riduzione sarebbe stata di 7 euro al mese… Ovviamente lo sgravio verrebbe concentrato in un mese – probabilmente gennaio o febbraio.

Le detrazioni sui redditi più bassi potrebbero così aumentare complessivamente di 600 milioni, per valori pro capite di 200 euro – contro i precedenti 172 – per i redditi sotto i 15.000 euro, e di 176 euro – prima erano in media pari a 151 euro – per chi guadagna 20.000 euro lordi.

Non si esclude che il goerno possa aumentare le risorse da mettere in campo a questo fine. Per evitare di fare la stessa fine del governo Monti (ovvero che la Corte Costituzionale faccia saltare tutto), il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro si pensa di farlo passare come una trattenuta Inps…

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