Siamo arrivati al testo definitivo della legge di stabilità – per giorni sono circolate diverse bozze che contenevano provvedimenti diversi. Il risultato finale di questa prima fase sarà molto diverso dal testo che verrà licenziato tra un po’ di passaggi parlamentari… Con un po’ di fantasia cerchiamo di dare un’occhiata a quello che potrebbe succedere sui temi finanziari.

La tassa sulle rendite finanziarie nel testo non è stata ritoccata e resta al 20%. C’è sempre il rischio che venga aumentata di un paio di punti – difficile se non impossibile immaginare che si arrivi al 27% propugnato da Cgil o associazioni consumatori. Ma vista la strana alleanza Pd-Pdl la cosa più probabile è che tutto resti com’è.

L’aumento del bollo sui titoli invece ce lo siamo beccato: una minipatrimoniale che passa dallo 0,15% allo 0,2%. In alcune versioni della legge di stabilità si era scesi allo 0,165%. Fantascienza. Più probabile che con i passaggi parlamentari si riesca a semplificare il calcolo della quota, eliminando il valore minimo di 34,2 euro per renderla più equa e più semplice.

Giusto per non farci mancare niente nel testo emendato dovrebbe trovare spazio un nuovo meccanismo per far rientrare i capitali all’estero. In cambio i contribuenti dovrebbero ottenere sanzioni ridotti ed estinzione del carico penale. Una specie di condono… Un classico italiano buono per tutte le stagioni.

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