Ieri l’ufficio studi della Cgia di Mestre ha diffuso il calcolo fatto sulle disposizioni fiscali introdotte dal disegno di legge (ddl) di Stabilita’ approvato nelle settimane scorse dal Governo Letta, nel 2014 gli italiani pagheranno 1,1 miliardi di euro di tasse in piu’. Un bilancio della differenza tra le nuove entrate fiscali e le minori imposte e contributi che interesseranno l’anno prossimo gli italiani.

Silvio Berlusconi non sembra convinto da una legge che non riduce la spesa pubblica e che “mette le mani nelle tasche degli italiani” e  tramite Daniele Capezzone, e altri fedelissimi, fa sapere che lui non ci sta a firmare un provvedimento del genere. “Qui non serve la cipria, la legge di stabilità va riscritta. L’appello di Confedilizia e della Cgia va nella direzione di quanto alcuni di noi dicono da giorni. Una manovra che, stando ai saldi netti da finanziare, prevede nel 2014 ben 9,45 miliardi di maggiori spese e solo 2,64 miliardi di minori entrate, da coprire con 11,4 miliardi, di cui solo 4,2 miliardi di minori spese e ben 7,2 miliardi di maggiori entrate. Può essere quindi definita una manovra tassa-e-spendi“, ha dichiarato Capezzone. (foto by InfoPhoto)

A chi gli chiede se ci sono margini per correggere il provvedimento, l’esponente del Pdl risponde: “Alla Camera siamo l’ultimo vagone ma al Senato no. E lì si vedrà nel giro di un minuto quale sarà l’atteggiamento di alcuni di noi. Capiremo subito che margini ci saranno per intervenire e quanto a fondo”.

Dello stesso tono la critica di altri esponenti del partito di Silvio Berlusconi, come Anna Maria Bernini: “La verità viene sempre a galla e non ci piace: doveva essere il governo che abbassa le tasse, riduce la spesa pubblica e dice la verità agli italiani; si sta dimostrando il governo che alza le tasse, non riduce la spesa pubblica e mente sui numeri reali”, e l’atro fedelissimo Giancarlo Galan è più netto: “Solo, solo, solo tasse. Io rispondo: basta, basta, basta!”.

Ormai il campo di battaglia in Parlamento non è il voto sulla decadenza deL cavaliere, se si andasse a votare con voto palese il risultato è chiaro, la questione è economica. L’ex premier è da giorni che studia il disegno di legge di stabilità, entro la prossima settimana dovranno essere presentati gli emendamenti alla manovra in commissione, sarà li che si capirà se Berlusconi ha deciso di rompere con il governo Letta.