Un intervento sulla tassazione degli immobili per alcuni aspetti “suscettibile di miglioramento” e un taglio del cuneo fiscale ancora poco incisivo: sono le principali osservazioni di Bankitalia sulla Legge di Stabilità, con l’istituto di via Nazionale che suggerisce uno stretto controllo della spesa pubblica in questi ultimi mesi dell’anno e una sua riduzione per alleggerire il Fisco.
Banca d’Italia riconosce tuttavia l’importanza della conferma del governo di voler perseguire anche quest’anno il contenimento del disavanzo entro il 3% del Pil, nonostante la mancata ripartenza del Paese. Una direzione peraltro già ribadita, secondo l’organo di vigilanza bancario, agli inizi di questo mese con l’adozione di misure correttive extra mirate proprio a calmierare la crescita del debito pubblico.

È stato Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale della Banca d’Italia, a parlare per conto della nostra banca centrale ieri alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Rispettare la soglia prevista dalle regole europee - ha esordito - è necessario per rafforzare la fiducia dei mercati ed evitare il rischio di essere nuovamente sottoposti in futuro alla Procedura per disavanzi eccessivi. Le nostre analisi suggeriscono la necessità di un attento controllo della spesa nei mesi finali dell’anno”.
Entrando nel merito delle nuove imposte sulla casa, Signorini ha dichiarato che “la scelta, confermata, di attribuire alla responsabilità dei governi locali la tassazione immobiliare e di metterne in evidenza il collegamento con i servizi resi dalle amministrazioni è coerente con i principi del federalismo fiscale. Come ho avuto modo di osservare – ha aggiuntoil disegno dell’intervento è suscettibile di miglioramenti per alcuni aspetti”.
E sempre in tema di Fisco, ha sottolineato che per scongiurare ulteriori aumenti del carico fiscale non vi è alternativa a un’azione più intensa per il contenimento della spesa corrente. Va in questa direzione la decisione di rafforzare il campo d’azione e i poteri del Commissario straordinario per la spending review”.

Il vicedirettore generale ha infine parlato di riduzione del costo del lavoro per imprese e lavoratori: la riduzione del cuneo fiscale, che è elevato nel confronto internazionale, risponde all’esigenza oggi prioritaria di privilegiare il lavoro e la produzione. La dimensione dell’intervento non è elevata: essa riflette i limitati margini di manovra disponibili e la scelta di utilizzarli per intervenire anche in altri ambiti”.

photo credit: gallogiancarlo via photopin cc