Il governo Letta sembra aver  la quadra almeno su un tema: il cuneo fiscale. Come era immaginabile non sono state trovate risorse aggiuntive, e le scarse risorse destinate per questo obiettivo verranno concentrate sui lavoratori dipendenti con reddito lordo entro i 35.000 euro.

Tradotto in soldoni, i dipendenti godranno di aumenti in busta paga di 18,5 euro al mese, per un totale annuo di 225 euro. Questo aumento non verrà concentrato a gennaio o febbraio come si pensava all’inizio, ma ripartito su tutto l’anno.

L’aumento in busta paga avverrà grazie ad un aumento delle detrazioni fiscali. E quindi aumenterà la no tax area: il reddito non soggetto ad Irpef dovrebbe passare dagli attuali 8.000 a 8.195 euro.

La maggioranza di governo si è messa d’accordo anche su altri punti della legge di stabilità. I due più rilevanti riguardano la norma che permette di licenziare i manager delle aziende pubbliche che presentano due bilanci in rosso (maquillage politico, ma comunque l’idea non è malvagia), e la possibilità di poter accedere alla mediazione tributaria anche per i mancati versamenti previdenziali ed assistenziali (che potranno essere pagati senza sanzioni e interessi).