Trise addio.
La nuova tassa sulla casa che dal prossimo anno sostituirà l’Imu si chiamerà Iuc e, come la Trise, sarà distinta in due parti, una riguardante la raccolta dei rifiuti e l’altra i servizi indivisibili, che per le abitazioni diverse dalla prima casa saranno affiancate dalla componente patrimoniale.
Ad introdurre il nuovo tributo un emendamento alla Legge di Stabilità formulato dai relatori della maggioranza e sul quale ieri Governo e maggioranza in Senato hanno raggiunto un’intesa politica.
L’emendamento prevede inoltre che i Comuni abbiano in dotazione ogni anno 500 milioni di euro da destinare alle detrazioni per carichi familiari.

L’Imposta unica comunale, come la Trise, avrà tre “componenti”: quella patrimoniale (l’ex Imu), l’imposta sui servizi (Tasi) e quella sui rifiuti (Tari).
Dal pagamento della quota patrimoniale saranno esonerate le abitazioni principali, la “prima casa”, ad eccezione di quelle di lusso, di pregio storico o artistico.
Sulle abitazioni diverse dalla prima casa la somma delle aliquote ex Imu, Tasi e Tari non potrà andare oltre il 10,6 per mille, il nuovo massimale introdotto ieri al Senato con l’emendamento alla Legge di Stabilità (per la Trise il tetto massimo era stato fissato all’11,6 per mille).
Il testo, sul quale sono convenuti Governo e maggioranza al Senato, prevede inoltre detrazioni a partire da 200 euro e 50 euro per figlio (fino a 4).