I lavoratori dipendenti che devono assistere un familiare con handicap grave non ricoverato entro il terzo grado di parentela possono usufruire dei permessi previsti dall’art. 33 della legge 104/92 che consistono in tre giorni di permesso mensile retribuiti e coperti da contributi.

Con riferimento al lavoro straordinario, il lavoratore che beneficia dei permessi da legge 104 può svolgere anche tale attività non essendo previsto nei CCNL del comparto Agenzie fiscali alcun divieto che precluda la concomitanza delle due cose. Effettuare lavoro straordinario nei giorni in cui si fruisce della riduzione oraria potrebbe apparire una contraddizione in termini, ma l’attuale normativa non affronta tale tematica esplicitamente, quindi non è escluso che il lavoratore che usufruisca dei permessi ad ore possa effettuare lavoro straordinario se preventivamente autorizzato dal datore di lavoro.

Diversamente se il lavoratore ha optato per i permessi giornalieri tale contraddizione viene meno, poiché nei giorni di orario pieno il lavoratore può, al pari degli altri dipendenti, richiedere l’autorizzazione allo straordinario.

Nel caso in cui il dipendente decida di non utilizzare per intero le due ore giornaliere di permesso retribuito il tempo non fruito non può essere remunerato come lavoro straordinario poiché il numero di ore da utilizzare per l’assistenza al familiare disabile rappresenta una libera scelta del lavoratore, dunque le eventuali ore non fruite non possono essere considerare come
ore di lavoro in più che eccedono dalla giornata lavorativa.