La legge 104 tutela i diritti delle persone con disabilità accertata, gravi e non, e dei familiari che li assistono prevedendo altresì specifiche agevolazioni, fiscali e sul lavoro.

Tali tutele si applicano qualora si determini una situazione di handicap come definita dalla stessa legge 104,la quale prevede che si verifichino tre condizioni:

  • la presenza di una minorazione fisica, psichica o sensoriale;
  • che la minorazione sia causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa;
  • che la minorazione sia tale (per specificità, qualità, entità, gravità) da determinare un processo di svantaggio o di emarginazione.

Gli accertamenti relativi al sussistere di tali situazioni vengono effettuati dalle ASL mediante le Commissioni mediche individuate dalla legge 295 del 15 ottobre 1990, composte da un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di Presidente, da due medici, di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro, da un operatore sociale, da un esperto nei casi da esaminare della ASL e, a seconda dei casi, da un sanitario in rappresentanza dell’Associazione Nazionale dei Mutilati ed Invalidi Civili, dell’Unione Italiana Ciechi, dell’Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza ai Sordomuti e dell’Associazione Nazionale delle Famiglie dei Fanciulli ed Adulti Subnormali.

La persona che richiede il riconoscimento del proprio stato di handicap può farsi assistere, nella fase di valutazione della Commissione, dal proprio medico di fiducia.

La richiesta di riconoscimento dell’handicap va presentata all’INPS dall’interessato o da chi lo rappresenta legalmente per via telematica. Il medico curante certificatore accreditato deve inviare per via telematica il certificato con il quale attesta la natura delle infermità invalidanti, riporta i dati anagrafici, le patologie invalidanti da cui il soggetto è affetto con l’indicazione obbligatoria dei codici nosologici internazionali (ICD-9), delle eventuali patologie, elencate nel Decreto Ministeriale 2 agosto 2007, stabilizzate o ingravescenti che danno titolo alla non rivedibilità e dell’eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto.

Una volta compilato il certificato, la cui validità è di 30 giorni, il sistema informatizzato genera un codice univoco che il medico deve consegnare all’interessato insieme al certificato introduttivo stampato e firmato in originale che l’interessato dovrà poi esibire al momento della visita.

Entro i 30 giorni di validità del certificato l’interessato deve presentare domanda telematica all’INPS, autonomamente se dotato di PIN, o rivolgendosi al Call Center integrato, ad un CAF o ai Patronati.

L’interessato dovrà scegliere la data di visita con i seguenti limiti temporali:

  • 30 giorni dalla data di presentazione della domanda per le visite ordinarie;
  • 15 giorni in caso di patologia oncologica.

In caso di impedimento è possibile chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito INPS, un’eventuale mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda.