I conviventi di fatto e i partner legati da unioni civili possono chiedere i permessi per assistenza familiari previsti dalla legge 104/92. Le procedure informatiche di presentazione delle domande sono state aggiornate di recente dall’INPS, insieme alle istruzioni operative, con la circolare 38/2017.

La legge 104/92 concede particolari agevolazioni a coloro che assistono familiari o parenti con disabilità grave. Si tratta in particolare di permessi dal lavoro che si traducono in tre giorni al mese per assistere familiari con handicap grave.

A fronte dell’approvazione della Legge Cirinnà (76/2016) che istituisce le unioni civili e regolamenta le convivenze di fatto l’INPS ha esteso alle unioni di fatto tutti i diritti previsti per le coppie sposate. Possibile anche fruire del congedo straordinario (fino a due anni , non retribuiti, con diritto a conservare il posto di lavoro) ex articolo 42, comma 5, Dlgs 151/2001.

C’è stata poi la sentenza della Corte Costituzionale 5 luglio 2016 che ha stabilito l’incostituzionalità dell’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con disabilità grave, in alternativa al coniuge, parente o affine di secondo grado.  Sentenza alla quale ora l’INPS si è adeguato.

Va però precisato che a differenza di quanto avviene per i coniugi, tra una parte dell’unione civile e i parenti dell’altro non si costituisce un rapporto di affinità, dunque è possibile usufruire del permesso unicamente per l’assistenza al partner dell’unione ma non per l’assistenza ad un parente dell’unito.