Recentemente l’INPS ha fornito indicazioni sulla fruizione dei permessi lavorativi ai sensi della Legge 104 del 1992 con esplicito riferimento alle novità normative in tema di unioni civili e coppie di fatto introdotte dalla Legge n.76/2016 e dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 213/2016.

Dopo un riepilogo del quadro normativo di riferimento, nella circolare si legge:

“Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la legge 20 maggio 2016, n. 76 che istituisce e regolamenta, tra l’altro, le unioni civili tra persone dello stesso sesso. L’art. 1, comma 20, prevede: “Al solo fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”.

“La Corte Costituzionale con la sentenza n. 213 del 5 luglio 2016 (pubblicata in G.U. 1^ serie speciale – Corte Costituzionale – n. 39 del 28/9/2016) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.33, comma 3, della legge 104/1992 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con disabilità in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine di secondo grado, sulla base delle seguenti argomentazioni”.

Dunque, a fronte delle indicazioni della Corte Costituzionale e delle novità legislative sulle unioni civili l’INPS fornisce indicazioni in merito alla fruizione dei permessi lavorativi ex legge n.104/92 e del congedo ex art.42, comma 5 D.Lgs.151/2001: entrambi possono essere richiesti dalle coppie unite civilmente mentre quelle conviventi di fatto possono fruire soltanto dei permessi ex lege n. 104/92. Inoltre non è in nessun modo possibile usufruire del beneficio per l’assistenza dei familiari del compagno, in quanto: “tra una parte dell’unione civile e i parenti dell’altro non si costituisce un rapporto di affinità”.

Nella circolare l’Istituto riporta quindi in dettaglio gli effetti delle nuove istruzioni INPS sui lavoratori del settore privato, le modalità di presentazione della domanda per usufruire di permessi ex lege 104 o di congedo straordinario.

Queste vanno inviate all’INPS esclusivamente via PEC, o con raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure presentate a sportello, utilizzando i moduli predisposti dall’Istituto e scaricabili dal sito istituzionale:

  • SR08 (Domanda di permessi per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità);
  • SR64 (Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge/ la parte dell’unione civile disabile in situazione di gravità).

Fonte: INPS.