Com’è noto, la legge 104 prevede, all’articolo 33, comma 3, il diritto per il lavoratore di fruire i tre giorni di permesso mensile per assistere un parente afflitto da una grave disabilità. La norma, tuttavia, non specificava se questi giorni di permesso fossero fruibili anche durante le ferie programmate. Per questo motivo, con l’interpello del 20 maggio 2016, la CIGL ha domandato al ministero del Lavoro se nei detti periodi di ferie il lavoratore potesse comunque fruire dei giorni di permesso previsti dalla legge 104, e la risposta del ministero è stata affermativa.

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva ha infatti stabilito che in questi casi devono prevalere le improcrastinabili esigenze di assistenza e di tutela del disabile sulle esigenze aziendali. E dunque, qualora la persona disabile si trovasse a necessitare di assistenza, il lavoratore avrebbe il diritto di chiedere i giorni di permesso al datore di lavoro, e quest’ultimo non potrebbe negarglieli, sospendendo dunque il godimento delle ferie, che verranno ricollocate in un diverso periodo, previo accordo tra lavoratore e datore di lavoro.

Tuttavia, al datore di lavoro viene garantita la possibilità di verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza, facendo un richiamo all’articolo 33 comma 7 della medesima legge 104/92. Ovviamente, se il datore di lavoro o l’INPS dovessero accertare l’insussistenza della richiesta, il lavoratore vedrebbe decadere il suo diritto alla fruizione del permesso e dovrebbe in aggiunta affrontare la relativa responsabilità disciplinare.

Dal testo della norma, si evince che le condizioni per poter fruire dei permessi sono due:

  • il disabile deve essere stato riconosciuto come portatore di handicap grave
  • il disabile non deve essere ricoverato a tempo pieno

Di conseguenza, la decadenza dal diritto di fruire dei permessi lavorativi può dirsi certa nel caso in cui il disabile non abbia un handicap grave, o in quello in cui sia permanentemente ricoverato in una clinica.