I lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, legge 104 del 1992 possono presentare richiesta di congedo straordinario, ovvero un periodo di assenza dal lavoro retribuito.

La durata del congedo straordinario è di massimo due anni nell’arco della vita lavorativa, un limite complessivo fra tutti gli aventi diritto per ogni disabile grave.

Tale beneficio può però essere frazionato in giorni. Da chiarire che se non c’è un’effettiva ripresa del lavoro, vengono conteggiati anche i giorni festivi, i sabati e le domeniche.

Come requisito per presentare domanda di congedo straordinario vi è quello di essere lavoratori dipendenti privati (anche part-time) e di prestare assistenza ad un familiare in situazione di disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92, riconosciuta dalla competente commissione medica integrata ASL/INPS.

La persona disabile, inoltre, non deve risultare ricoverata a tempo pieno presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurino assistenza sanitaria continuativa, ad eccezione dei seguenti casi:

  • interruzione del ricovero a tempo pieno del disabile per effettuare visite e terapie appositamente certificate;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
  • ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravità per il quale sia richiesta dai sanitari della struttura la presenza della persona che presta assistenza.

La domanda va presentata all’INPS:

  • per via telematica, utilizzando il servizio dedicato;
  • chiamando il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • rivolgendosi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

In caso di adozione nazionale/internazionale è necessario fornire informazioni relative a:

  • data ingresso in famiglia;
  • data di adozione/affidamento;
  • data di ingresso in Italia;
  • data del provvedimento;
  • tribunale competente;
  • numero provvedimento.

Ogni variazione eventuale variazione delle situazioni di fatto e di diritto dichiarate nella domanda devono essere obbligatoriamente e tempestivamente comunicate all’INPS e al datore di lavoro.

Per approfondimenti consultare la pagina INPS dedicata.