La legge 5 febbraio 1992 n. 104 regola “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” prevedendo norme specifiche anche per agevolare l’inclusione dei disabili nel mondo del lavoro. Agevolazioni specifiche sono previste dalla normativa anche a favore del familiare che assiste il congiunto disabile o con patologia invalidante.

Tra i benefici che spettano al lavoratore con handicap, e/o al familiare che lo assiste, ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/1992 rientrano la scelta della sede di lavoro, il rifiuto del trasferimento, i giorni di permesso retribuito dall’INPS e coperto da contributi.

Agevolazioni lavorative Legge 104

Più in particolare i lavoratori disabili ed i propri familiari lavoratori possono usufruire, per legge, delle seguenti agevolazioni lavorative:

  • Congedo per l’assistenza a minori con disabilità;
  • Permessi lavorativi retribuiti;
  • Congedi di due anni retribuiti;
  • Prepensionamento per i lavoratori con invalidità superiore al 74% o sordomuti;
  • Scelta della sede di lavoro anche per il lavoratore che assiste un familiare con handicap (purché tale persona non sia ricoverata a tempo pieno);
  • Rifiuto al trasferimento anche per il lavoratore che assista un familiare con handicap genitore;
  • Rifiuto al lavoro notturno, per il disabile ma anche per i lavoratori che hanno a proprio carico un soggetto disabile;
  • Liste speciali di collocamento per le persone con invalidità accertata superiore al 45%.

Finalità permessi 104

Va precisato che il lavoratore non può utilizzare i permessi della legge 104 per finalità differenti da quelle di assistenza al congiunto in condizioni di salute gravi, neanche in minima parte, ad esempio quando il disabile dorme. Questo l’orientamento espresso finora dalla giurisprudenza, anche se una recente sentenza della Corte di Cassazione (la n° 54712/2016) è andata in senso contrario, affermando che seppure il lavoratore non può utilizzare i permessi retribuiti della legge 104/1992 come se fossero dei giorni di ferie, deve esserlo anche il suo diritto “ritagliarsi un breve spazio di tempo per provvedere ai propri bisogni ed esigenze personali”. In sostanza i permessi retribuiti sono concessi al lavoratore che assiste il disabile sia per consentirgli di svolgere tale attività, sia per consentirgli di conciliarla sia con l’attività lavorativa che con la vita privata.