La Legge 104/92: “legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, all’art. 3 individua i soggetti aventi diritto.

In particolare l’art. 3 – comma 3 della Legge 104 definisce la situazione di handicap grave che si configura:

“Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione”.

Sulla base dell’art. 3 – comma 3, il certificato di handicap grave costituisce un requisito necessario, ma non sempre sufficiente, per accedere alla fruizione delle agevolazioni previste dalla legge 104/92, dunque tale stato di disabilità grave deve essere riconosciuto ufficialmente dalle stesse commissioni mediche che operano presso l’Azienda USL per il riconoscimento dell’invalidità civile (Legge n. 295/1990) integrate da un operatore sociale e un esperto nei casi da esaminare (Legge n. 104/92 – art. 4), nonché da un medico dell’INPS per effetto delle disposizioni introdotte dall’art. 20 del decreto-legge n. 78/2009 convertito dalla legge n. 102/2009, che ha anche attribuito all’INPS il compito di convalida definitiva dei verbali.

Fanno eccezione:

  • le persone con sindrome di Down che possono essere dichiarate in situazione di gravità, oltre che dalle Commissioni dell’Azienda Usl, anche dal proprio medico di famiglia o dal pediatra;
  • i grandi invalidi di guerra e per servizio titolari di pensione o di assegno temporaneo di guerra e ai grandi invalidi per servizio titolari di pensione privilegiata, a causa di lesioni o infermità ascritte alla prima categoria, considerati persone handicappate in situazione grave ai sensi della legge 104/92 e non soggetti agli accertamenti sanitari previsti dalla stessa legge (articolo 38 – comma 5 della Legge n. 448/1998 e Circolare INPS n. 128/2003).

Le agevolazioni lavorative per cui è indispensabile il riconoscimento di handicap in situazione di gravità, in presenza anche degli altri requisiti richiesti dalla legge, sono:

  • prolungamento del congedo parentale per la durata di tre anni fino all’8° anno di età del bambino per il genitore che assista il figlio portatore di handicap in condizioni di gravità;
  • permessi lavorativi per il lavoratore portatore di handicap, per il genitore, coniuge o familiare che assista un portatore di handicap in condizioni di gravità;
  • trasferimento di sede e/o scelta della sede di lavoro più vicina per il lavoratore disabile e per il genitore, coniuge o familiare che assista un portatore di handicap in condizioni di gravità;
  • congedo straordinario retribuito di due anni fruibile dal lavoratore dipendente per assistere il familiare (coniuge, figlio, fratello e/o sorella, genitore, parente o affine entro il terzo grado) portatore di handicap in condizioni di gravità.