Gli Stati Uniti continuano a crescere, ma a un livello inferiore rispetto a quello atteso dalla comunità finanziaria. L’economia a stelle e strisce nei primi tre mesi del 2012 è cresciuta del 2,2%. La stima preliminare diffusa oggi è inferiore alle attese degli analisti, che avevano previsto un +2,5%.

In buona crescita la componente consumi. Per la Casa Bianca indicazioni incoraggianti

Il +2,2% registrato nel primo trimestre è scaturito dalla contrazione degli investimenti delle imprese e dal calo della spesa pubblica che hanno neutralizzato il buon andamento della componente consumi. Gli acquisti dei consumatori, che rappresentano circa il 70% della ricchezza prodotta dalla prima economia, nel Q1 sono cresciuti del 2,9%, decisamente al di sopra del +2,1% del consenso.  Indicazioni positive sono arrivate anche dal settore delle costruzioni e dalla produzione di auto.

Nonostante il rallentamento, l’economia statunitense si conferma in buona salute, in special modo se paragonata a quelle degli altri maggiori Paesi. Indicazioni positive arrivano anche dalla Corporate America. Secondo le stime diffuse da Bloomberg, nel 75% dei casi i conti trimestrali delle compagnie facenti parte dello Standard & Poor’s 500 hanno battuto le attese.

I dati sul Pil statunitense del primo trimestre 2012 segnalano una continua espansione dell’economia che la Casa Bianca definisce “incoraggiante”, soprattutto in riferimento alla capacità del settore privato di superare la fase più dura della crisi. In un commento affidato ad Alan Krueger, presidente del Consiglio economico della Casa Bianca, si sottolinea però che una crescita ancora superiore è richiesta per recuperare i posti di lavoro persi nella recessione iniziata nel 2007.