La Germania, prima potenza del vecchio continente, mostra segnali di cedimento nella parte finale del 2012.  La lettura preliminare diffusa dall’Ufficio Federale di Statistica segnala infatti una contrazione del Pil dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente.  Indicazioni deboli sull’andamento dello scorso trimestre erano già arrivate settimana scorsa con la produzione industriale risultata in calo del 2,9% a livello tendenziale a novembre. La Bundesbank aveva già anticipato lo scorso mese che si profilava una contrazione significativa nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno con la crisi del debito sovrano che ha gravato su investimenti e spese.

Il 2012 chiuso con +0,7% del Pil
Sempre questa mattina era arrivato il dato complessivo sull’andamento del Pil tedesco nel 2012. Il Prodotto interno lordo della Germania ha registrato nel 2012 una espansione dello 0,7% rispetto all’anno prima. Gli analisti si aspettavano un aumento del Pil 2012 dello 0,8%. Nel 2011 la crescita era stata del 3% mentre nel 2010 la crescita aveva raggiunto il livello record del 4,2%.
Per il nuovo anno le previsioni sono di un  ritorno sul sentiero di crescita anche se il primo scorcio del 2013 l’attività economica potrebbe confermarsi debole. Nel report mensile di dicembre la Bundesbank ha tagliato le previsioni per il 2013 stimando un +0,4% dal +1,6% indicato in precedenza. Per il 2014 la crescita è vista dell’1,9%.