I segnali di rallentamento giunti oggi dalle principali economie asiatiche hanno avuto un impatto negativo sulle borse della regione, che hanno registrato delle pesanti flessioni. In particolare è stato il pessimo andamento delle vendite al dettaglio giapponesi e della fiducia delle imprese della Corea del Sud a frenare i listini. Il Nikkei ha perso lo 0,95%, il Kospi Coreano l’1,15% e l’Hang Seng di Hong Kong l’1,05%. È, inoltre, proseguito il momento negativo della borsa cinese, con l’indice Shanghai Composite a -0,17%.

Samsung in ribasso

In Giappone, le vendite al dettaglio hanno registrato in luglio una contrazione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la prima contrazione dopo otto mesi. Questo dato anticipa un andamento molto modesto dei consumi personali nella seconda parte dell’anno, i cui effetti si potrebbero fare sulla crescita complessiva. In Corea del Sud, l’indice di fiducia delle imprese si è mantenuto a ridosso dei minimi dallo scoppio della crisi finanziaria, aumentando le possibilità che la Banca Centrale possa tagliare i tassi di interesse per sostenere la crescita economica.

Dopo il rimbalzo delle ultime sedute Samsung ha chiuso oggi in ribasso dell’1,2% per i timori sulle prospettive di crescita in Europa e Cina, dove la società realizza quasi la metà delle proprie vendite. In forte calo hanno chiuso anche le società attive nelle risorse di base per il calo delle quotazioni delle commodity al minimo degli ultimi 3 anni. BHP Billiton ha perso il 2,3% a Sidney.