L’Autorità bancaria europea ha deciso di aumentare le misure per gli istituti di credito. In buona sostanza ha chiesto loro di aumentare il patrimonio entro giugno.Nei prossimi sei mesi, dice l’Eba, le banche devono trovare circa 115 miliardi per rafforzare la loro dotazione finanziaria. Una misura che mette alle strette parecchi istituti di credito. Tra questi ci sono anche alcune italiane.

Le condizioni poste dall’Eba preoccupano ma Bankitalia dice che i nostri istituti di credito hanno tutti gli strumenti per resistere agli shock finanziari di questo tipo. Di fatto però l’Abi, l’associazione bancaria italiana, ha inviato una lettera a Londra per sottolineare un certo rammarico riguardo i metodi usati.

Per quel che riguarda gli istituti di credito nostrani, in particolare Unicredit, Ubi banca, Banco Popolar ed Mps, entro il 20 gennaio devono approntare 15,4 miliardi di euro.

Decisioni queste che non influenzano molto l’andamento dei titoli, dove dopo un tonfo all’inizio della settimana, questi indici hanno tentato il rimbalzo.

La decisione dell’Eba è scaturita dall’analisi dei conti delle prime 71 banche dell’Unione. A loro è chiesto di rafforzare il patrimonio che è stato aumentato a 114,7 miliardi di euro. Un impegno che gli istituti di credito dovranno portare a termine entro giugno.