Silvio Berlusconi prima dell’ultimo meeting europeo, aveva stilato una lettera d’impegni per dimostrare all’Europa che il nostro paese è pronto a risanare i conti e rilanciare l’economia.Berlusconi, in una lettera indirizzata agli leader europei ha tentato di rassicurarli: in Italia ci faranno le riforme necessarie per non subire il contagio della Grecia, per rilanciare l’economia e abbassare il livello del debito pubblico.

Adesso però si attende il passaggio dalla teoria alla pratica. E sul premier fanno pressione anche altri attori sociali. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana), l’Alleanza delle cooperative, l’Ania, Confindustria e Rete imprese Italia.

Tutti pendono dalle labbra del presidente del consiglio e dalla maggioranza ci si attende che approvino in breve tempo  delle riforme utili a rinfrancare gli investitori. I mercati infatti dimostrano di non nutrire fiducia nei confronti dell’Italia.

In più questi attori cercano di dettare l’agenza del premier e si augurano che già nel G20 di Canne il 3 e 4 novembre, l’Italia abbia un asso nella manica: delle riforme concrete da presentare alla Comunità Internazionale.

Nella nota congiunta di Abi, Alleanza delle cooperative, Ania, Confindustria, Rete imprese Italia si parla anche dei mercati finanziari e dell’impossibilità per il sistema paese di arginare ancora l’altalena dei listini interni.