Il presidente dell’Inps Tito Boeri è stato oggi ospite della trasmissione di Rai 3 “In Mezz’Ora” ed ha avuto l’occasione per parlare a tutto campo. Per quanto riguarda gli esodati “non penso che sia stato del tutto risolto“. C’è il rischio di “uno strascico“, e per questo ci sono “forti pressioni per una ottava salvaguardia” – con la legge di Stabilità 2016 ricordiamo che è stata appena introdotta la settima.

Le misure precedenti “sono costate già 12 miliardi” e ora servirà “1 miliardo e mezzo” per la settima salvaguardia. Per trovare una soluzione definitiva bisognerebbe permettere una certa “flessibilità in uscita” ma “equiparando chi va a 63 e chi va a 67 anni. Per farlo dobbiamo dare una pensione più bassa a chi va in pensione prima“. Bisogna poi preoccuparsi dei “lavoratori di piccole imprese dove non c’erano accordi, che semplicemente sono stati licenziati e non sono mai stati coperti, che si trovano tra i 55 e i 65 anni e che si sono ridotti in povertà. Lì bisognerebbe trovare strumenti di sostegno al reddito“.

Tito Boeri è poi ritornato su uno delle sue proposte avanzate il taglio fino al 50% per vitalizi dei politici – ma non solo – che “superano quota 80-85.000 euro all’anno. La platea coinvolta, alla fine, è piccola, circa 200.000 persone“. Le categorie coinvolte hanno “avuto trattamenti di riguardo, soprattutto rispetto a quando andare in pensione“, perché “ci sono persone che sono andate via presto e con pensioni molto alte, che hanno avuto dei regali per motivi elettorali” ha proseguito Tito Boeri.

Per il presidente dell’Inps bisognerebbe fare “una ultima riforma delle pensioni” guardando “alla sostenibilità sociale” perché “c’è un problema di iniquità che va affrontato“. Sempre sul tema delle pensioni Boeri ha ricordato l’apporto alle casse dello Stato dei lavoratori stranieri che versano contributi ma non percepiranno mai la pensione: “Finora sono 3 miliardi i soldi versati ai Conti pubblici italiani da parte di persone che non percepiranno mai la pensione e questa cifra è destinata ad aumentare ancora: ogni anno ci sono 400 milioni che arrivano da persone che non riceveranno mai pensioni“.

Il presidente dell’Inps non poteva che concludere con una rassicurazione: “Voglio rassicurare i pensionati, non si devono preoccupare del bilanci dell’Inps“, “grossa parte del disavanzo è per meccanismi contabili” – ovvero il rosso da 10 miliardi l’anno – e che non sono “rilevanti“. “Il pensionato dovrebbe preoccuparsi se lo Stato fallisse ma mi sembra una eventualità molto remota“.