Liberalizzare il mercato vuol dire generare una concorrenza tra gli attori che si occupato dello stesso settore economico. Le liberalizzazioni del mercato telefonico hanno contribuito all’abbassamento delle tariffe qualche anno fa.Mario Monti ha pensato di rendere più competitivi e quindi anche meno dispendiosi per il cittadino, alcuni settori dell’economia, introducendo una piccola dose di liberalizzazioni che potrebbe determinare una riduzione dei prezzi.

Il settore interessato da interventi di questo tipo è quello dei farmaci. All’inizio doveva essere liberalizzato anche il mercato dei carburanti, ma lì è andato tutto diversamente. Cerchiamo di spiegare cos’è successo.

Si vociferava che i punti di distribuzione del carburante avrebbero potuto rifornirsi dal fornitore che volevano, in modo tale da risparmiare sull’acquisto e poter applicare tariffe ridotte ai consumatori.

Invece alla fine si è parlato di innalzare l’imposta sulla fabbricazione della benzina e del diesel. Insieme all’effetto moltiplicatore dell’Iva i prezzi crescono. Tutte le somme recuperate in questo modo dovrebbero servire a rifinanziare il trasporto pubblico locale.

Si parla con cognizione di causa, invece, dei “farmaci liberalizzati”, riferendosi a quelli di fascia C, cioè quei medicinali a pagamento che possono essere distribuiti anche dalla parafarmacie.

Per tutti gli altri argomenti trattati dalla riforma, ecco di seguito gli articoli del nostro speciale:

Presentazione della manovra

Irpef e Imu

Iva e Irap

Le tasse lussuose