I principali mercati azionari asiatici hanno vissuto oggi una seduta a due facce, con gli indici cinesi in forte calo (Shanghai ha perso più del 2%) dopo le parole del premier cinese Wen Jibao ma tutti gli altri indici in forte rialzo sulla scia della chiusura positiva di Wall Street. Il Nikkei ha guadagnato l’1,53%, sovraperformando gli altri indici grazie al calo dello Yen, il Kospi è salito dell’1% mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha annullato i guadagni nel finale chiudendo praticamente invariato.

I timori sull’immobiliare cinese

Le borse cinesi sono state fortemente influenzate dalle parole del leader cinese Wen Jibao, che in un discorso ha detto che i prezzi delle case in Cina sono ancora lontani dall’essere ragionevoli. Questo ha portato gli investitori a ritenere che il Governo cinese continuerà ad attuare politiche nei prossimi mesi per abbassare i prezzi delle case, con gli effetti negativi che si potrebbero far sentire sul comparto bancario e sulle istituzioni finanziarie, pesantemente esposte sul settore. Inoltre, dichiarando che lo Yuan potrebbe essere vicino ad un livello di equilibrio, Wen Jibao ha rimosso l’incentivo ad investire sulla borsa cinese con la speranza di registrare guadagni sulla valuta.

Le buone indicazioni economiche provenienti ieri dagli USA hanno spinto al rialzo gli altri mercati per le attese che la crescita economica mondiale nel 2012 possa essere migliore delle attese. Ne hanno beneficiato le società esportatrici ed in particolare quelle giapponesi che hanno beneficiato anche della debolezza dello Yen.