Il voto favorevole del Parlamento greco alle nuove misure di austerity volute dall’Unione Europea è stato accolto con fiducia dai mercati asiatici, che hanno chiuso in rialzo nonostante i segnali negativi giunti dall’economia giapponese. Il Pil del paese del Sol levante, infatti, si è contratto del 2,3% annualizzato nell’ultimo trimestre del 2011, ben più delle attese di consensus di un calo dell’1,3%. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,58%, in linea con l’andamento di Hong Kong, mentre la borsa cinese è scesa dello 0,2%.

In tutta l’Asia sono stati principalmente i titoli bancari a beneficiare del voto in Grecia, per le attese che questo possa diminuire le tensioni sui mercati finanziari e portare ad una soluzione della crisi del debito nei paesi periferici dell’area Euro.

In Giappone le società esportatrici non hanno tratto particolare giovamento dalle dichiarazioni del Ministro delle finanze Jun Azumi, che ha detto che intende agire per evitare mosse eccessive e troppo speculative dello Yen. La valuta nipponica ha perso terreno sia contro il Dollaro sia contro l’Euro, ma rimane a ridosso dei massimi storici. Solo una sua forte discesa, a parere degli esperti, potrebbe ridare forza all’economia giapponese.

Importanti indicazioni dal punto di vista aziendale sono attese oggi dalla pubblicazione dei risultati da parte di Dai-ichi Life Insurance, Olympus e State Bank of India. Secondo i dati riportati dall’agenzia Bloomberg il 53% delle 361 società dell’indice MSCI Asia che hanno annunciato sinora dal 9 gennaio i propri conti hanno deluso le attese di consensus.