I cittadini stranieri vengono in Italia per rubare lavoro agli italiani. Molto spesso questa frase apre le conversazioni relative all’occupazione nel nostro paese legata ai flussi migratori. Una ricerca svelta la vera situazione.Gli stranieri, ecco un altro adagio, dopo quello in apertura, fanno i mestieri che gli italiani non vogliono fare. Forse questo secondo assunto è più prossimo alla verità visti i risultati della ricerca condotta dalla Fondazione Leone Moressa per il Sole 24 Ore.

Sembra che per ogni italiano che tra il 2007 e il 2010 abbia rinunciato ad un certo tipo di  lavoro, ne siano entrati a rimpiazzarlo il doppio degli stranieri.

Questo rapporto uno a due è valido soprattutto per alcuni mestieri: cuochi, camerieri e baristi, oppure saldatore, montatori e lattonieri, oppure ancora addetti non qualificati nell’industria.

Considerando questi mestieri, lo studio ha evidenziato che l’uscita di 30 italiani ha consentito l’ingresso del doppio degli immigrati. In alcuni casi gli stranieri si sono sostituiti perfettamente agli italiani – tanti gli ingressi quante le uscite): commercio ambulante, pittori, laccatori e parquettisti.

Per completare il quadro, però, è necessario elencare anche quei mestieri lasciati da troppi italiani, tanto che anche il flusso di lavoratori stranieri si è dimostrato insufficiente. Parliamo dei magazzinieri, dei manovali, dei cassieri e dei braccianti agricoli.

In questi casi a fronte di un’uscita di 330 mila italiani, hanno effettuato il loro ingresso nel settore soltanto 142 mila stranieri.