Il rapporto sulla coesione sociale stilato dall’Inps in collaborazione con Istat e Ministero del Lavoro ha scattato una fotografia impetuosa del mercato professionale in Italia. In un precedente articolo abbiamo visto come siano cresciuti nel 2011 soprattutto i contratti atipici. Non è solo questione di contratto. Il mercato del lavoro arranca e si trova in questa situazione perché i salari sono molto bassi e sono influenzati dalla geolocalizzazione dei lavoratori e dal genere.

Il rapporto spiega che ogni lavoratore ha contratto 1,46 contratti in un anno. Poi si evidenzia come il numero medio degli occupati che hanno anche un rapporto con l’Istituto nazionale di previdenza sociale, è aumentato dello 0,7 per cento nel Nord Ovest, dello 0,5% nel Nord Est ma ha subito invece una variazione negativa dell’1,4% nel Sud e nelle Isole.

Della decrescita hanno fatto le spese soprattutto i lavoratori sotto i 30 anni.

Riguardo i salari l’elemento da mettere in evidenza è la disparità tra uomini e donne. Queste ultime hanno uno stipendio medio di 1.131 euro netti al mese rispetto alla media salariale degli uomini che è di 1.407 euro. Ci riferiamo ovviamente ai lavoratori dipendenti.

Una disparità che si amplifica se sono presi in considerazione i lavoratori immigrati: tra loro le donne guadagnano mediamente 788 euro a fronte di uno stipendio per gli uomini pari a 1.118 euro.